{"id":376,"date":"2020-12-27T18:47:41","date_gmt":"2020-12-27T17:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psai.it\/site\/?p=376"},"modified":"2020-12-27T18:49:47","modified_gmt":"2020-12-27T17:49:47","slug":"psai-explorer-in-malta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.psai.it\/site\/2020\/12\/27\/psai-explorer-in-malta\/","title":{"rendered":"PSAI Explorer In Malta"},"content":{"rendered":"<p>Malta<\/p>\n<p>Explorer Team PSAI-sulle tracce della missione \u00a0del Maggiore Teseo Tesei<\/p>\n<p>Eccoci ancora una volta a parlare di un progetto nato quasi per scherzo durante una vacanza e quindi \u00a0oseremo dire sul campo .<\/p>\n<p>Avevamo infatti \u00a0pianificato una gita fuoriporta, direzione Malta. Una settimana di immersioni sui relitti della seconda guerra mondiale e non solo.<\/p>\n<p>Durante una serata mentre stavamo parlando via computer con il nostro amico Mauro, appassionato studioso degli eventi accaduti alla Marina Militare durante il secondo conflitto, ci fece notare che eravamo sull\u2019isola dove fu portata a termine la missione condotta dal maggiore Teseo Tesei \u00a0conclusa con il suo sacrificio nel tentativo di accedere all\u2019interno del porto della Valletta di Malta.<\/p>\n<p>Terminata la videotelefonata Mauro invi\u00f2 via e-mail un file con la documentazione, foto articoli e altro della missione di Malta del Maggiore Teseo Tesei.<\/p>\n<p>Una volta ricevuti i file Leonardo e Maurizio, topi da biblioteca, iniziarono subito a studiare tutta la documentazione inviata a notte fonda. La mattina seguente Leonardo e Maurizio ci spiegarono quello che avevano trovato sulla documentazione inviata da Mauro.<\/p>\n<p>Oscar, il segugio del gruppo, il quale era gi\u00e0 stato a Malta pi\u00f9 volte, inizi\u00f2 subito a cercare di capire dove fosse accaduto tale evento nel porto della Valletta.<\/p>\n<p>Due ore pi\u00f9 tardi ci riunimmo tutti presso il porto per un \u00a0sopralluogo e ponderare dove iniziare la nostra ricerca. I documenti parlavano del ponte che il Maggiore Teseo Tesei fece saltare durante la seconda guerra.<\/p>\n<p>Girando per il Porto della Valletta, notammo che ci trovavamo su un porto super protetto da alcuni edifici paragonabili a fortezze, con pi\u00f9 linee di difesa a protezione del porto stesso facendolo cos\u00ec divenire inespugnabile, o quasi&#8230;<\/p>\n<p>Il giorno seguente si torn\u00f2 alla Valletta con l\u2019intento di visitare Forte Sant\u2019Elmo prima linea di difesa dello stesso porto; con l\u2019occasione abbiamo visitato l\u2019interno il museo della Guerra. Questo edificio fu storicamente una caserma Inglese fino all\u2019indipendenza dell\u2019isola di \u00a0Malta.<\/p>\n<p>Visitando il forte , iniziammo a parlare con il personale adetto al Museo. Una volta presentati, \u00a0spiegammo loro che eravamo un Explorer Team appassionati di Storia, sulla seconda guerra mondiale \u00a0con numerose spedizioni fatte, e incominciammo a chiedere, se ne erano a conoscenza, dove fossero dislocati i resti del ponte di Teseo Tesei e se era possibile secondo loro poter fare delle immersioni nelle sue vicinanze.<\/p>\n<p>Stranamente il personale del \u00a0museo \u00a0neg\u00f2 che questo evento fosse mai accaduto durante il secondo conflitto e che non ne erano proprio a conoscenza. Con stupore cercando di capire e chiedemmo di poter parlare con uno storico dicendo che avevamo della documentazione che attestava, con certezza, l\u2019avvenuta missione del Maggiore Teseo Tesei.Con un po\u2019 di difficolt\u00e0 riuscimmo ad incontrare lo storico del Museo in quale inizi\u00f2 a raccontare della missione e\u00a0 ci accompagn\u00f2 in una parte del museo dove erano presenti oggetti della decima flottiglia, un Barchino esplosivo, un giornale dell\u2019epoca che in prima pagina parlava dell\u2019attacco dal mare. Durante la visita, arrivammo cos\u00ec alle mura del forte Sant\u2019Elmo, qui \u00a0e ci indic\u00f2 l\u2019esatta posizione dove avvenne la defragrazione dove perse la vita il maggiore Teseo Tesei, cos\u00ec indic\u00f2 i resti dei piloni che sostenevano il ponte, ancora visibili. Il giorno seguente iniziammo a cercare qualche scorciatoia per poter visionare in acqua da vicino i resti del ponte. Impossibile purtroppo causa la mancanza di permessi essendo zona portuale adiacente all\u2019entrata con\u00a0 notevole traffico. Gli assaltatori Italiani durante la seconda guerra erano grandi eroi \u00a0ma purtroppo pochi assaltatori potevano mettere in ginocchio un porto cos\u00ec come la missione di Alessandra D\u2019Egitto<\/p>\n<p>Poteva accadere nel Porto della Valletta\u2026<\/p>\n<p>Alcuni dati:<\/p>\n<p>Teseo Tesei (Marina di Campo, 3 gennaio 1909 \u2013 La Valletta, 26 luglio 1941) \u00e8 stato un militare e inventore italiano. Maggiore del Genio navale della Regia Marina, brevettato palombaro, prest\u00f2 servizio come operatore della X\u00aa Flottiglia MAS durante la seconda guerra mondiale, venendo decorato con la medaglia d&#8217;oro al valor militare alla memoria per il coraggio dimostrato durante l&#8217;ultima missione.<\/p>\n<p>L\u2019isola di Malta nella narrazione post bellica della Seconda Guerra Mondiale rappresent\u00f2 una sorta di roccaforte inespugnabile, capace di frustrare i tentativi di rifornimento navale dell\u2019Afrika Korps, impegnata in una lotta mortale contro le forze del Commonwealth in Nord Africa. Eppure, almeno fino alla primavera del 1941, Malta non rappresent\u00f2 alcuna minaccia alle vie di comunicazione tra l\u2019Italia e la Libia. La situazione cambi\u00f2 radicalmente in seguito allo spostamento di forze aeree italo-tedesche sul fronte greco, che si sarebbe allargato a tutta la penisola balcanica. Inoltre, il X Corpo Aereo della Luftwaffe, si stava mobilitando per l\u2019imminente invasione dell\u2019Unione Sovietica, quindi aveva dovuto diminuire sensibilmente la sua presenza nel Mediterraneo meridionale. Visto l\u2019alleggerimento della minaccia delle forze aeree dell\u2019Asse, il comandante della Mediterranean Fleet, l\u2019ammiraglio Cunningham, decisero di dislocare a Malta quattro cacciatorpediniere. Dopo i primi successi contro il naviglio italiano, Cunningham si convince di mandare nell\u2019isola una divisione leggera composta da incrociatori e caccia, avvalendosi di radar, per attaccare i convogli carichi di rifornimenti destinati alle truppe italo-tedesche in Libia.\u00a0 Successivamente venne stanziata a Malta un\u2019intera divisione di incrociatori leggeri e una flottiglia di cacciatorpediniere. Una seria minaccia per il naviglio impiegato per il rifornimento delle forze dell\u2019Asse in Nord Africa. Tale minaccia preoccup\u00f2 la SuperMarina e il cambiamento strategico nel Mediterraneo meridionale emerse in tutta la sua drammaticit\u00e0 nella notte tra il 15 e il 16 aprile 1941, quando 4 cacciatorpediniere della Royal Navy attaccano il convoglio Tarigo distruggendolo completamente. Dopo questo tragico evento, gli analisti di SuperMarina, si convinsero che Malta sarebbe diventata la base di partenza di unit\u00e0 di superficie, veloci e che avrebbero attaccato in modo sistematico i convogli diretti in Africa settentrionale. Sintomatico il promemoria n.65 S\/RRP emesso da Supermarina: &#8230;si impose l\u2019aumento di agguati di nostri sommergibili nelle acque che circondano l\u2019isola e anche, campi minati permettendolo, all\u2019interno di quelle pi\u00f9 prossime ai suoi accessi portuali, le stesse dove dovevano operare con maggiore e pi\u00f9 costante frequenza i nostri mezzi insidiosi. Dopo qualche giorno fu diffuso il promemoria, l\u2019ammiraglio Raffaele De Courten, responsabile dei mezzi d\u2019assalto, contatt\u00f2 il comandante della X Flottiglia MAS, Vittorio Moccagatta, per ordinargli la pianificazione di una incursione dei mezzi d\u2019assalto contro Malta. L\u2019isola costituiva un obiettivo di estrema difficolt\u00e0, soprattutto per il superamento delle ostruzioni e per i sistemi difensivi presenti sulla costa. Moccagatta, in data 26 aprile 1941, invi\u00f2 a De Courten una comunicazione riservata in cui illustrava le possibilit\u00e0 operative per condurre l\u2019attacco a Malta. Nella relazione, Moccagatta, individuava negli MT (Motoscafo Turismo) gli unici mezzi in grado di poter eludere il sistema difensivo dispiegato a La Valletta, precisando, tuttavia, l\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019azione di sorpresa, viste le dimensioni dell\u2019ingresso del porto. Caldeggi\u00f2 quindi l\u2019ipotesi un\u2019azione di forza, con l\u2019impiego di almeno otto MT, di cui tre o quattro sacrificati per la distruzione delle ostruzioni. Nonostante le perplessit\u00e0 sulla missione, espresse dagli ambienti di Supermarina, la X Flottiglia venne autorizzata a procedere nella pianificazione. Per verificare in maniera appropriata il sistema di sbarramenti che difendevano l\u2019obiettivo, Moccagatta invi\u00f2, il 25 e il 28 maggio, due MAS in ricognizione esplorative alle coste maltesi, senza comunque acquisire elementi in grado di agevolare la missione. Viste le scarse informazioni acquisite, Supermarina decise cos\u00ec \u00a0di posticipare l\u2019attacco. Il 26 giugno i MAS 451 e 452 compirono \u00a0una nuova ricognizione, arrivando fino a circa un miglio e mezzo dalla costa maltese. Dalle informazioni ottenute \u00a0in questo caso si decise di procedere nell\u2019attuazione dell\u2019operazione. Il 30 giugno, dalla base di Augusta, salp\u00f2 una formazione navale per\u00f2 per \u00a0una serie di avarie ai mezzi costrinse Supermarina all\u2019annullamento della missione. A luglio ricominciarono i preparativi con un nuovo piano d\u2019attacco. A questo punto entr\u00f2 in scena il maggiore del Genio Navale Teseo Tesei, il padre degli SLC (Siluri a Lenta Corsa). Quest\u2019ultimo riesc\u00ec a convincere Moccagatta ad inserire a fianco degli MT \u00a0gli SLC. Quindi, contro Malta, si sarebbe svolta un\u2019operazione combinata, rendendola con ci\u00f2 ancora pi\u00f9 complessa e rischiosa. Ma per quale motivo Moccagatta accetta di modificare il piano; infatti in quello originale gli SLC erano stati scartati per l\u2019impossibilit\u00e0 di inserimento con i sommergibili a causa della scarsa conoscenza dell\u2019ubicazione delle mine nemiche,\u00a0 accettando le richieste di Tesei? Crediamo che a tal proposito siano stati illuminanti le parole dell\u2019ammiraglio Virgilio Spigai. Teseo Tesei riusc\u00ec a far accogliere anche la propria idea di partecipare alla spedizione con semoventi subacquei che erano stati esclusi dai progetti primitivi, contemplanti solo l\u2019impiego dei barchini esplosivi. Spaventosamente provato nel fisico data dalla seconda spedizione dello Scir\u00e8 contro Gibilterra, gli fu dichiarato un grave vizio cardiaco. Questa non imped\u00ec a Tesei di poter portare avanti la sua missione, sicuramente l\u2019ultima. La sua ultima missione eroica. I superiori non osarono impedirgli di spendere in modo degno quello in cui credeva. Cos\u00ec fu deciso che anche due semoventi partecipassero alla spedizione, che risult\u00f2 terribilmente complessa.<\/p>\n<p>Il 23 luglio, la ricognizione aerea della Regia Aeronautica segnal\u00f2 una forte presenza di naviglio nemico a Malta: era l\u2019occasione attesa per lanciare l\u2019attacco.Il giorno X era fissato per il 26 luglio 1941. La sera del 25 luglio la formazione navale lasci\u00f2 Augusta diretta verso Malta. Ovviamente, n\u00e9 a Supermarina n\u00e9 al comando della X Flottiglia erano a conoscenza della presenza dei radar, i quali annullarono l\u2019effetto sorpresa dell\u2019attacco e misero gli inglesi nella condizione di tendere una sorta di agguato ai mezzi italiani. Tralasciando le vicende degli altri componenti della missione, ci soffermeremo sul crollo del ponte di Sant\u2019Elmo che \u00e8 direttamente collegato alla scomparsa di Tesei e del suo secondo, Alcide Pedretti.<\/p>\n<p>Dal rapporto del tenente di vascello Costa, pilota di uno degli SLC: alle 4,30 esatte la rete doveva saltare perch\u00e9 ci\u00f2 era previsto nelle operazioni di insieme, combinate anche con un contemporaneo attacco aereo che avrebbe dovuto mascherare l\u2019esplosione della rete. Tesei, in quella circostanza lasci\u00f2 al tenente le seguenti parole vanno a testimoniare, mediante la sua deposizione, la fede e il coraggio di tale ufficiale, portati fino al sacrificio. Il maggiore Tesei ha volutamente, per la riuscita dell\u2019azione, sacrificare la sua vita, con quella del suo secondo uomo che con lui ha voluto eseguire la missione fino alla fine, spolettando al minimo e saltando con il suo ordigno abbattendo il ponte . Sulla fine di Tesei, e del suo secondo, permangono seri dubbi, visto che la spolettatura dei maiali era generalmente regolata a 30 minuti, in modo da permettere agli assaltatori di allontanarsi dal luogo dell\u2019esplosione. \u00c8 da escludere, quindi, una volontaria deflagrazione della carca esplosiva. Negli anni \u201850 dello scorso secolo &#8211; ad opera dell\u2019esperto navale Joseph Caruana &#8211; venne ripescato il relitto di un SLC, ancora munito della testa esplosiva, portato poi sfortunatamente ad affondare in alti fondali, insieme ad altri residuati bellici rinvenuti in vicinanza della costa.<\/p>\n<p>Il Tenente Costa lasci\u00f2 questa affermazione: \u201cpresumo che non far\u00f2 in tempo\u00a0 a portare a rete il mio l\u2019 SLC. Alle 4,30 la rete dovr\u00e0 saltare e salter\u00e0. Se sar\u00e0 tardi spoletter\u00f2 al minimo\u201d. Egli partiva alle 3,45 circa. Non pot\u00e8 \u00a0avere il tempo di arrivare a rete per eseguire le operazioni di spolettamento con un conveniente anticipo per allontanarsi dalla zona di esplosione. Alle 4,45 ho udito lo scoppio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-377\" src=\"http:\/\/www.psai.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2020-01-21-at-14.45.00-300x230.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"http:\/\/www.psai.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2020-01-21-at-14.45.00-300x230.jpeg 300w, http:\/\/www.psai.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2020-01-21-at-14.45.00-768x590.jpeg 768w, http:\/\/www.psai.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2020-01-21-at-14.45.00-600x461.jpeg 600w, http:\/\/www.psai.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2020-01-21-at-14.45.00.jpeg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-378\" 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